Antonio Gandino (Brescia, c. 1560 - Brescia, 1630)

Antonio Gandino, discendente da una famiglia originaria dell’omonimo paese bergamasco, nacque a Brescia intorno al 1560. Nell’ultimo decennio del Cinquecento operò a Riva del Garda, mentre nel secolo successivo è documentata la sua presenza a Brescia.

Per la sua vita si rinvia al Dizionario biografico degli Italiani.

Il Concerto è un olio su tela (120 x 163 cm) appartenente a una collezione privata. Nel margine inferiore sinistro reca la firma “ANT[oniu]S GANDINUS BRIXIE F[ecit]”. In un interno appena rischiarato da una luce morbida, si vedono tre uomini, un ragazzo e una suonatrice di liuto, durante la probabile esecuzione “al tavolino” di un madrigale a quattro voci (Canto, Alto, Tenore, Basso). Il cantore ritratto di spalle sembra assumersi la responsabilità dell’interpretazione e dell’insieme. Sul tavolo ricoperto da un panno verde si scorgono i quattro libri-parte di una stampa madrigalesca. Su due di essi si riconoscono le usuali indicazioni di “Cantus” e “Bassus”. Il pittore riporta solo pentagrammi vuoti, rendendo impossibile l’identificazione della musica eseguita. Si tratta in ogni caso di una testimonianza iconografica rara (un unicum nel panorama bresciano) e pertanto di grande interesse sulla prassi esecutiva del repertorio vocale profano all’inizio del Seicento.

Bibliografia: Lotto Romanino Moretto Ceruti, i campioni della pittura a Brescia e Bergamo, a cura di Davide Dotti, catalogo della mostra, Milano, Silvana Editoriale, 2023, scheda di Fabio Cavalleri, p. 208.

Fotostudio Rapuzzi.

Scheda a cura di Marco Bizzarini

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Si propone l’esecuzione del madrigale di Luca Marenzio Vezzosi augelli (1585), su testo di Torquato Tasso, con l’ensemble Concerto Italiano diretto da Rinaldo Alessandrini. L’organico – quattro voci e liuto – è lo stesso del dipinto di Gandino.

Vezzosi augelli infra le verdi fronde
temprano a prova lascivette note.
Mormora l’aura, e fa le foglie e l’onde
garrir, che variamente ella percote.
Quando taccion gli augelli, alto risponde;
quando cantan gli augei, più lieve scote:
sia caso o d’arte, or accompagna, ed ora
alterna i versi lor la musica ora.

(Torquato Tasso, Gerusalemme liberata, canto XVI ottava XII)

 

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