Girolamo Virchi

Cètera

Cinquecento
Luogo: Vienna, Kunsthistorisches Museum
Girolamo Virchi (Brescia, c. 1523 - Brescia, dopo il 1574)

Figlio dello zoccolaio Bernardino, Girolamo Virchi nacque a Brescia attorno al 1523. Ebbe alle sue dipendenze abili intagliatori e si distinse come uno dei più raffinati costruttori di cètere. Suo figlio Paolo fu un apprezzato compositore al servizio delle corti di Ferrara e di Mantova.

Bibliografia: Gasparo da Salò e la liuteria bresciana tra Rinascimento e Barocco, a cura di Flavio Dassenno e Ugo Ravasio, Brescia, Fondazione Civiltà Bresciana – Editrice Turris, 1990.

Vincenzo Galilei, padre di Galileo, nel suo Dialogo della musica antica e della moderna (1581) così scrisse a proposito della cètera nel XVI secolo: “Fu la cetera usata prima tra gli Inglesi che da altre nazioni; nella quale isola si lavoravano già in eccellenza, quantunque oggi le più reputate da loro siano quelle che si lavorano in Brescia; con tutto questo è adoperata e apprezzata da’ nobili e fu così detta dagli autori di essa per forse resucitare l’antica citara”.

Dunque Brescia fu ritenuta il centro principale di costruzione di questi strumenti che ebbero una notevole diffusione tra Cinque e Seicento. Costruirono magnifiche cètere sia Girolamo Virchi, sia Gasparo da Salò.

Realizzata nel 1574 e splendidamente decorata, la mirabile cètera di Virchi appartenne alla collezione dell’arciduca Ferdinando II del Tirolo ospitata nella Kunst und Wunderkammer del castello di Ambras, nei pressi di Innsbruck, ed è oggi conservata al Kunsthistorisches Museum di Vienna. Presenta una tavola armonica in cedro del libano. La rosetta è decorata con putti, arabeschi e aquile rosse. Alla base del manico si vede un riferimento al proprietario, con la riproduzione dello stemma di Ferdinando, su cui due figure femminili a mezzo busto reggono il cappello dell’arciduca. Notevolissimo l’intaglio decorativo sopra il cavigliere: dalle fauci di un mostro, rappresentato nel retro, spunta l’immagine dell’antica eroina Lucrezia nell’atto di togliersi la vita con un pugnale. Gli orecchini sono formati da autentiche perle. Tra i piroli compare un marchio a fuoco di forma circolare al cui bordo interno si legge: “Brixiensis Hieronimus” accompagnato dalle iniziali “I V” (Ieronimo Virchi). Lo strumento misura 740 mm x 230 mm x 60 mm. Presenta dodici corde organizzate in sei cori: si tratta dunque della tipologia più diffusa di cètera, come viene descritta nella coeva Tabolatura (1574) del figlio Paolo (foto 3-4), ove si fa anche esplicito riferimento all’arciduca Ferdinando.

Le immagini dello strumento appartengono al Kunsthistoriches Museum di Vienna.

Si propone un’esecuzione alla cètera del Passemeze d’Anvers da una raccolta d’intavolature per questo strumento, edita a Harlem nel 1626. Si vada al link per l’ascolto su Youtube.

Scheda a cura di Marco Bizzarini

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