Giuseppe Bonatti

Organo del Santuario della Beata Vergine di Valverde, Rezzato

Settecento
Giuseppe Bonatti (Desenzano, 1668 - Desenzano, 1752)

L’organaro Giuseppe Bonatti nacque a Desenzano nel 1668. Figlio di Angelo, falegname, divenne apprendista di Carlo Prati a Trento. Dopo la morte del maestro, avvenuta nel 1700, ebbe l’incarico di terminare la costruzione dell’organo per la chiesa parrocchiale di Denno. Nel 1701 si dedicò quindi al restauro dell’organo della Chiesa di Santa Maria Maggiore di Trento. Tra gli strumenti da lui realizzati si ricordano l’organo per il Monastero della Visitazione di Salò (1715) e quello per la chiesa di San Tomaso Cantuariense a Verona (1716). Morì a Desenzano nel 1752.

Per ulteriori dettagli, si rinvia alla voce del Dizionario biografico degli Italiani.

L’organo del Santuario della Beata Vergine di Valverde a Rezzato (Brescia) venne costruito nel 1713 da Giuseppe Bonatti. È collocato in controfacciata entro un’ampia cantoria e fastosa cassa lignea riccamente intagliata e divisa in tre settori da quattro colonne dorate: quello centrale pressoché quadrato e i due laterali a sguincio. Lo strumento è stato restaurato nel 1958 da Armando Maccarinelli e nel 2002 da Giorgio Carli.

La facciata presenta 43 canne suddivise in 7 campate (7-5-7-5-7-5-7) tutte disposte a cuspide. Gli “organetti morti” sono collocati in corrispondenza delle due campate minori.
Tastiera (2002) di 45 tasti (Do1-Do5) con prima ottava corta. I tasti diatonici sono ricoperti in bosso con
frontalini lavorati a chiocciola, i cromatici in noce placcati in ebano e decorati con bottone in osso.
Pedaliera (2002) a leggio di 14 pedali (Do1-Fa2) in noce, con prima ottava corta, costantemente unita alla tastiera. Registri azionabili da manubri in noce elegantemente sagomati, senza incastro, con fulcro verso l’impugnatura. Registriera in noce modanata e collocata in un’unica colonna a destra della tastiera.

Cartellini (2002) manoscritti con caratteri presi a modello dall’organo Bonatti (1716) della chiesa di S. Tomaso Cantuariense di Verona.

Disposizione fonica: Principale Bassi, Principale Soprani (dal Re3), Ottava del Prin.le, Quintadecima, Decimanona, Vigesimaseconda, Vigesimasesta, Vigesimanona, Trigesimaterza, Trigesimasesta, Cornetto Primo, Cornetto Secondo, Flauto in XII, Frazolè, Flautto in Ottava, Fiffaro Cromatico (dal Re3).

Sopra la tastiera sono presenti tre manette con incastro verticale per i registri Pastorale Bassi, Contrabassi con sue Ottave e Pastorale Soprani. Il registro Pastorale B. e S., ricostruito nel 2002, è collocato sopra la tastiera in apposita cassa dotata di sportelli. Il somiere del Brustwerk è stato ricostruito su modello di quello presente nel citato organo di S. Tomaso.

Somiere maestro a tiro in noce di tipica fattura veronese-gardesana (a telaio): somieri del pedale e Brustwerk scavati.

Manticeria composta da due mantici a cuneo. Uno di essi è collocato in cantoria a sinistra dello strumento e l’altro in stanza attigua. Quest’ultimo venne introdotto nell’Ottocento e si compone di tre pompe sottostanti per l’azionamento manuale a manubrio, mentre il primo, originale, venne ridotto in lunghezza.

Crivello ricostruito in cuoio (2002) – bocche delle canne in parte sopra, in parte sottostanti il piano d’origine.
Pressione dell’aria: 48 mm in colonna d’acqua.
Temperamento: ricostruito; una terza pura su Do-Mi, otto quinte pure e comma sintonico ripartito su C-G-
D-A-E.
Corista: La3 del Principale 431 Hz (a 24° 61 % di U.R.)

Tra le immagini riprodotte nella galleria fotografica è presente il presunto ritratto di Giuseppe Bonatti. Il quadro, attualmente di proprietà privata, non è firmato; si ipotizza che sia opera di Francesco Paglia (1636-1713) o, secondo Luciano Anelli, del figlio Angelo (1681-1736) che ritrarrebbe Angelo Bonatti, figlio di Giuseppe. La canna che il soggetto reca in mano sembra avvicinarsi alla fattura dei Bonatti e la proprietà del dipinto discende con certezza dalla famiglia Calcinardi che, alla fine dell’Ottocento, acquisì le cosiddette “case Bonatti” a Desenzano in via Santa Maria de Senioribus con gli arredi, quadri e gli attrezzi dell’antica bottega. Le immagini nn. 20 e 21 raffigurano l’organaro Giorgio Carli mentre accorda il registro Pastorale. Le tabelle n. 42 e 43, sono un prezioso contributo per gli studiosi di organaria, e riguardano una rassegna delle segnature delle canne appartenenti al registro Flauto in Ottava di Rezzato (n. 42), mentre le segnature della n. 43 appartengono all’Organo Giuseppe Bonatti (1716) della chiesa di San Tomaso Cantuariense di Verona. Segnature delle canne appartenenti al registro Frazolè. Giuseppe Bonatti precursore dei tempi, realizza per San Tomaso un organo con 48 ventilabri, con la prima ottava cromatica (mancante solo del C#), raro esempio di ‘ambito’ esteso in epoca barocca.

Bibliografia: Il restauro dell’organo Giuseppe Bonatti, 1713, a cura di Luca Biemmi, Giorgio Carli e Flavio Dassenno, Rezzato, Santuario della Beata Vergine di Valverde, 2002.

Tutte le fotografie, comprese le segnature delle canne, sono di Giuseppe Spataro (crediti: Diocesi di Brescia, Ufficio per i beni Culturali Ecclesiastici, Aut. Prot. N. 110 / 2023).

 

Scheda a cura di Alberto Chiari e Giuseppe Spataro

Ascolto - YouTube

L’organista Roberto Loreggian esegue, all’organo Bonatti di Rezzato, le Variazioni capricciose di Bernardo Pasquini (1673-1710).

Galleria fotografica