Arnaldo Bambini (Correggio, 1880 - Verolanuova, 1953)

Nato a Correggio nel 1880, Arnaldo Bambini studiò dapprima a Reggio Emilia e poi fu ammesso al Liceo Musicale di Venezia: qui era direttore Marco Enrico Bossi, fondamentale figura di organista (e compositore) nell’Italia fra Otto e Novecento. A Venezia studiò organo con Oreste Ravanello e fu il primo studente dell’Istituto a ottenere il Magistero in Organo, insieme con Maffeo Zanon con il quale manterrà nel tempo una continua amicizia (e Zanon nelle sue lettere lo chiamava “Kinder”). Diplomatosi con voti eccellenti nel 1905 fu per sei mesi nell’anno seguente organista presso l’Esposizione Universale di Milano sull’organo Mascioni appositamente costruito per il Salone dei festeggiamenti. Alla fine del dicembre 1906 partecipò al concorso per il posto di organista presso la chiesa prepositurale di Verolanuova: fecero domanda ben 13 musicisti, solo 6 si presentarono all’esame. L’esaminatore era Agostino Donini, musicista di chiara fama – nativo di Verolanuova – che ebbe incarichi importanti a Loreto e a Bergamo ma che tornò proprio nella sua cittadina per morire. E Donini non ebbe dubbi nel proclamare vincitore Bambini con un vantaggio ineguagliabile rispetto agli altri concorrenti. Così Arnaldo Bambini si trasferì nella Bassa Bresciana rimanendovi per 45 anni, qui si sposò ed ebbe un figlio. Svolse il compito di organista cui si aggiunsero anche quelli di direttore della Schola cantorum, di segretario della fabbriceria e di direttore della banda cittadina. Ma, accanto alle attività per le quali era salariato, coltivò sempre l’interesse per la composizione (aveva frequentato due anni di composizione con il maestro Wolf-Ferrari, al Liceo di Venezia) e per l’organaria. Molte sue opere musicali vennero copiosamente pubblicate dagli editori italiani dell’epoca più interessati alla musica da chiesa, molti anche i suoi interventi nei diversi congressi sulla musica sacra italiana, moltissimi i collaudi di organi che fu invitato a sostenere (per strumenti in alcune chiese bresciane – la Pace o la Basilica delle Grazie – o in altre sparse per tutta Italia: Messina, Genova, Modena…).
Dopo lunga malattia si spense a Verolanuova nel 1953, lasciando un vivo ricordo nella comunità locale non solo per le sue doti musicali ma anche per le sue preziose qualità umane.

La Nenia pastorale che qui potrete ascoltare fa parte della raccolta Lyrica sacra (Carrara 1931): una silloge di sei pezzi per organo dedicati ciascuno a un esponente della cosiddetta “riforma ceciliana”. La Nenia è un omaggio al sacerdote bresciano Stefano Pebeiani, ottimo organista ma anche riconosciuto nemico del fascismo. Il brano, per organo a due tastiere, ha tutte le registrazioni prescritte e si tratta di registrazioni lontane sia dall’organo antegnatiano sia da quello ottocentesco: oboe, salicionale, eolina ed eterea prendono il posto delle file del ripieno e delle ance. In apertura l’oboe sussurra un “quasi declamato” che ritornerà alla fine, dopo una parentesi più mossa e cantabile. Il tutto in un’atmosfera tonalmente indefinibile.

Nella sottostante Galleria fotografica sono riprodotti: 1. Certificato di nascita per l’iscrizione al Liceo Musicale di Venezia, 2. Registro del M.° Ravanello per l’anno 1904-1905, 3. Salone dei festeggiamenti con organo Mascioni, 4. Giudizio di Agostino Donini per il concorso al posto di organista a Verolanuova, 5. Stato di servizio (stesura autografa), 6. Preventivo di strumenti per la banda di Verolanuova presentato da Alessandro Vessella, 7. Prima pagina della Nenia pastorale.

Scheda a cura di Mariella Sala

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L’organista Sandro Carnelos esegue Nenia pastorale (1931) di Arnaldo Bambini.

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