Paolo Chimeri

Requiem per i Caduti della Grande Guerra

Novecento storico
Paolo Chimeri (Lonato, 1852 - Brescia, 1934)

Paolo Chimeri, figlio d’arte, nacque a Lonato (Brescia) nel 1852. Fu una figura di primo piano nell’ambiente non solo musicale di Brescia nella seconda metà dell’Ottocento e nei primi decenni del Novecento. Amico di Bazzini, fu membro della Società dei Concerti con la quale collaborò sia come direttore di coro e d’orchestra sia come pianista (solista o in complessi da camera). Grande didatta, fu insegnante di pianoforte, in maniera gratuita, per molti decenni all’Istituto Musicale “Venturi” e fra i suoi allievi non si può non citare Arturo Benedetti Michelangeli che gli fu affidato, ancora bambino, dal padre, anch’egli musicista. Non va neppure dimenticata la sua opera come maestro di musica presso l’Istituto delle Orfanelle: amatissimo sia dalle allieve sia dalla direzione alla sua morte lasciò all’Istituto una donazione destinata a coprire le spese per l’istruzione musicale delle fanciulle dotate.
Nell’archivio musicale di questo Istituto, depositato attualmente presso la Fondazione Casa di Dio di Brescia, è custodito anche l’album della sua morte: fra le molte firme possiamo leggere anche quella del quattordicenne Arturo Benedetti Michelangeli (includiamo una riproduzione nella sottostante Galleria fotografica).

Per ulteriori informazioni si rinvia al Dizionario biografico degli Italiani e a Mariella Sala, Paolo Chimeri (Lonato 1852 – Brescia 1934): il Maestro, in “Commentari dell’Ateneo di Brescia per l’anno 2019”, Brescia 2022, pp. 339-350.

Chimeri fu compagno di Angelo Canossi nell’ideazione del Chiostro della Memoria, presso l’Istituto delle Orfanelle. Se a Canossi si deve l’idea della campana della memoria e delle incisioni dei nomi dei soldati morti in guerra nel grande portico, a Chimeri toccò pensare all’accompagnamento musicale adatto alla circostanza.
Il breve Requiem per i Caduti della Grande Guerra, scritto per coro femminile a cappella (era infatti destinato alle Orfanelle) su testo in italiano, conquista l’ascoltatore in poche battute. Tessitura molto contenuta, andamento “Lento doloroso”: il brano è costruito come un salmo responsoriale, con la frase iniziale dei soprani che si ripete più volte, intervallata da piccoli spazi di semplice – ma non banale – armonia e da altri in cui tutte le voci cantano all’unisono.

Scheda a cura di Mariella Sala

Testo della composizione

Questo brano non è presente su YouTube, ma si può ascoltare in formato mp3 tramite questo link.

Dona il riposo ai nostri forti, Signor!

La pace concedi ai morti, Signor!

Splenda ai Caduti presso al confine

l’alma tua luce che non ha fine.

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