Giovanni Giacomo Antegnati (1536) – Serassi

Organo del Duomo Vecchio, Brescia

Cinquecento
Giovanni Giacomo Antegnati (1536) – Serassi (1823)

Figlio di Bartolomeo, Giovanni Giacomo Antegnati nacque a Brescia, intorno al 1495. Fu uno dei più apprezzati organari della prima metà del Cinquecento. Tra gli strumenti da lui realizzati spicca quello per il Duomo Vecchio di Brescia. Morì nel 1563.

Per approfondimenti (oltre ai testi citati in coda alla scheda): Paola Dessì, L’organaria bresciana al servizio delle corti. Le commissioni principesche a Facchetti e Antegnati, “Philomusica on-line”, 15/1, 2016, pp. 811-827.

La presenza di un organo nella Rotonda di Santa Maria di Brescia risale agli albori del 1400. Dagli organari D’Alemagna agli Antegnati, da Traeri ai Serassi, da Tonoli fino all’ultimo intervento di restauro nel 1959 ad opera di Armando Maccarinelli, in oltre cinquecento anni, gli organi della cattedrale di Brescia hanno subito innumerevoli modifiche e rifacimenti.

Lo strumento attuale porta la firma dei Fratelli Serassi di Bergamo che, nel 1823, presentarono alla Fabbriceria del Duomo il progetto della loro opera n° 416. Quello che veniva proposto prevedeva in realtà l’utilizzo di tutto il materiale fonico antico appartenente in larga parte al precedente organo costruito nel 1536 da Gian Giacomo Antegnati. Il materiale antegnatiano contenuto nell’attuale strumento rappresenta dunque il più antico e cospicuo nucleo di canne realizzate da Gian Giacomo.

L’organo è collocato sulla parete destra del presbiterio in una cantoria e cassa ad opera del bolognese Battista Piantavigna. Il prospetto, abbellito da sontuosi intagli dorati e coronato da un timpano triangolare intero, era munito in origine di colonne girevoli sulle quali erano imperniate le portelle dipinte da Girolamo Romani detto il Romanino. Le parti interne delle ante, visibili ad organo aperto, mostravano la Visitazione e la Natività di Maria, quelle esterne, visibili ad organo chiuso, lo Sposalizio della Vergine. L’apparato era completato da un concerto di musici che, dipinti sulla superficie muraria ai lati della cassa dell’organo, componevano un vero e proprio ciclo pittorico a soggetto mariano. L’opera non ci è purtroppo giunta nella sua integrità: le ante del Romanino (ora collocate in Duomo Nuovo) vennero asportate in epoca imprecisata e, nel 1826, in occasione dell’ampliamento dell’organo ad opera dei fratelli Serassi, gli affreschi ai lati dello strumento vennero coperti dai Contrabassi a loro volta occultati da un «telaro di tela di color di minio». Dati per dispersi fino agli ultimi lavori di restauro dell’organo (2018), risultavano citati nel Catalogo delle chiese di Brescia di Bernardino Faino: «nella facciata dove è appeso l’organo mte figure fatte dal sodetto à fresco che accompagnano la detta istoria».

Il prospetto dell’organo si suddivide in cinque campate (5-7-5-7-5) con “organetti morti” (di 11 canne ciascuno) in corrispondenza della campate minori. Il piano d’appoggio di queste ultime, tradizionalmente sopraelevato rispetto a quello delle canne maggiori, venne eliminato all’epoca del rifacimento operato dai Serassi.
Tastiera di 61 tasti (Fa0-Fa5).
Pedaliera di 22 pedali (Do0-La2).
Accessori: Combinazione Libera alla Lombarda e Ripieno.

I cartellini di Serassi, sostituiti in occasione del restauro del 1959 ad opera di Maccarinelli, vennero conservati da Ernesto Meli. Principale primo Bassi; Principale primo Soprani; Principale secondo Bassi; Principale secondo Soprani; Ottava Bassi; Ottava Soprani; Duodecima; Quinta decima; Decima nona; Vigesima seconda; Vigesima sesta e nona; Trigesima terza e sesta; Quadragesima e quadragesima terza; Contrabassi I con ottave; Contrabassi secondi; -; Cornetto primo; Cornetto secondo; Fagotto Bassi; Fagotto Soprani; Clarone ne’ Bassi; Violoncello ne’ Soprani; Viola ne’ Bassi; Flauto traversiere; Flauto in ottava; Flauto in duodecima; Cornetto quinta decima; Ottavini soprani; Voce umana; Timballi alli pedali.

L’organo è attualmente (2023) in restauro.

Bibliografia: Barbara Maria Savy, Romanino “per organo” musica e decorazione a Brescia nel Rinascimento, Padova, Padova University Press, 2015; Tommaso Casanova, Gli organi delle cattedrali di Brescia dalle origini all’età di Costanzo Antegnati, in Gli Antegnati studi e documenti su una stirpe di organari bresciani del Rinascimento, a cura di Oscar Mischiati, Bologna, Pàtron, 1995, pp. 165-254; Oscar Mischiati, Gli Antegnati nella prospettiva storiografica, in Gli Antegnati studi e documenti su una stirpe di organari bresciani del Rinascimento, a cura di Oscar Mischiati, Bologna, Pàtron, 1995, pp. 73-164; Giuseppe Spataro, Sugli organi del duomo vecchio di Brescia rotonda di Santa Maria. Regesto e supplemento di indagini storiche (di prossima pubblicazione).

Nella sottostante Galleria fotografica tutte le immagini (tranne la n. 4) sono di Giuseppe Spataro. Le ultime 33 immagini documentano i lavori di restauro iniziati nel gennaio 2017 e tuttora in corso. Crediti: Diocesi di Brescia, Ufficio per i beni Culturali Ecclesiastici, Aut. Prot. N. 110 / 2023.

Scheda a cura di Alberto Chiari e Giuseppe Spataro

Galleria fotografica