Giovanni Battista Grazioli (Bogliaco, 1746 – Venezia, 1820)

Giovanni Grazioli, nato a Bogliaco di Gargnano, sulla riva bresciana del lago di Garda, si trasferì ancora giovane a Venezia, dove studiò sotto la guida di Ferdinando Bertoni. Nel 1770 sostituì temporaneamente il maestro nel ruolo di organista della Basilica di San Marco finché nel 1785 assunse la figura di primo organista, anno in cui Bertoni divenne maestro di cappella della basilica.
Elegante seguace di Bertoni e Galuppi, Grazioli è uno dei rappresentanti della Venezia della seconda metà del Settecento. Dall’analisi di alcuni lavori della sua produzione sacra, fra cui uno Stabat Mater e alcuni mottetti, si può concordare con l’analisi musicologia secondo cui, nonostante la perizia contrappuntistica
e il valore musicale del compositore, manca in queste opere quella scintilla geniale che, seppur a tratti, si manifesta nelle sonate per cembalo. Infatti accanto all’attività d’organista, Grazioli compose un gran numero di lavori strumentali, come raccolte di sonate per cembalo che, nel loro nitore e nella chiarezza dell’organizzazione, riflettono un senso della forma di stampo classico e mono tematico. Sono tutte in tonalità maggiore e suddivise in tre tempi: allegro, adagio, allegro; fanno eccezione la sonata VII, con il primo tempo “cantabile”, e la sonata XI con un minuetto al terzo tempo.

 

L’Adagio dalla Sonata XI per clavicembalo (c. 1780), pagina ricca di pathos e di commozione interiore, è forse la più bella di Grazioli, per quanto si limiti a una certa rigidità espressiva ripetendo e riproponendo in una sorta di contemplazione il tema, trasmettendo così il senso di una realtà immutabile e irrisolvibile, quasi rassegnato nell’accettare uno stato di cose cristallizzato e indeformabile. Questo Adagio ha fatto parte del repertorio di celebri pianisti, tra cui Ignaz Friedman, che ne pubblicò un arrangiamento nel 1913 (si veda la prima riga nella galleria fotografica sottostante, edizione completa nel sito Imslp) e Arturo Benedetti Michelangeli.

Scheda a cura di Mirko Zambelli

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Il pianista Vittorio Forte esegue la rielaborazione pianistica di Ignaz Friedman dell’Adagio per clavicembalo di Giovanni Battista Grazioli.

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